23 Aprile 2020 By Danilo 0

COVID-19: sterilizzare l’aria con i raggi UV-C

Tra i metodi per sanificare gli ambienti chiusi sono in commercio apparecchi che rispondono a due grandi categorie:

  • Sistemi ad ozono
  • Sistemi a lampade UV-C

Sistemi ad Ozono

La produzione di Ozono ha effetti benefici di sterilizzazione, ma è potenzialmente pericoloso e nocivo per la salute umana se la sua concentrazione ed esposizione supera determinati livelli.  Il Ministero della Sanità ha riportato gli esiti di uno studio OMS sugli effetti dell’Ozono sulla salute:

“L’esposizione prolungata in ambienti con presenza di Ozono può causare effetti irritativi alle mucose oculari e alle prime vie aeree, tosse, fenomeni broncostruttivi ed alterazione della funzionalità respiratoria. In studi epidemiologici condotti in popolazioni urbane esposte ad ozono sono stati osservati sintomi irritativi sulle mucose oculari e sulle prime vie respiratorie per esposizioni di alcune ore a livelli di ozono a partire da 0,2 mg/m3 (media oraria) corrispondenti a 0,010 parti per milione (PPM). In bambini ed in giovani adulti sono state osservate riduzioni transitorie della funzionalità respiratoria, a livelli inferiori di ozono, a partire da 0,12 mg/m3 (media oraria) corrispondenti a 0,006 PPM. Sono invece disponibili pochi studi sugli effetti per esposizioni croniche a questo inquinante. Le raccomandazioni dell’OMS indicano come limite per esposizione prolungata senza effetti rilevanti una concentrazione di Ozono pari a 0,004 PPM.”

Per attivare l’effetto sterilizzante, gli apparati ad Ozono devono operare con concentrazioni ben oltre i limiti imposti dall’OMS, quindi hanno bisogno di operare in assenza di personale e, al termine, programmare una attesa di circa 4 ore oppure una ampia areazione dei locali prima di far stazionare persone all’interno degli ambienti sanificati.

I sistemi a lampade UV-C

Il modo in cui funzionano i depuratori d’aria a luce UV-C è abbastanza semplice: sono progettati per veicolare l’aria all’interno di un canale “illuminato” da lampade al mercurio che emettono luce UV-C a una lunghezza d’onda di 254 nm, che possono potenzialmente alterare il DNA dei microrganismi e inattivarli o distruggerli. L’uso continuo di questa ventilazione riesce a sanificare l’ambiente chiuso.

Le lampade durano circa un anno e sono facilmente reperibili in commercio.

Anche l’utilizzo delle lampade UV-C ha l’effetto di generare ozono, ma in concentrazioni molto minori rispetto a quelle generate dagli impianti ad Ozono. Queste particelle di Ozono tendono a depositarsi e sterilizzare le superfici all’interno dell’ambiente chiuso, per poi decadere al massimo entro 2 ore.

Attraverso un temporizzatore è possibile utilizzare l’ambiente di notte e spegnerlo due ore prima dell’arrivo delle persone.

Un impianto che riesce a sterilizzare 150 metri cubi di aria in un’ora, può essere utilizzato in continuo per 5 ore di notte (ad esempio dalle 23.00 alle 4.00) e può sanificare un ambiente standard di 3 metri di altezza con una superficie di 250 mq, per poi lasciar degenerare l’ozono presente per le successive due ore (dalle 4.00 alle 6.00) ottenendo un ambiente sanificato e decontaminato, inodore e sicuro per la salute delle persone.

Al momento non vi è un dato scientifico sulla dose necessaria per inattivare il famigerato COVID-19, quello che possiamo dire è che SARS e virus influenzali simili hanno una dose di inattivazione tra gli 8000 e 20.000 microJ/cm2s. Il dimensionamento di 30.000 mJoule/cm2s dovrebbe coprire largamente anche le azioni di inibizione del COVID-19.

Prodotti FacileH2O per la sanificazione degli ambienti