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FIUMI E LAGHI ITALIANI SEMPRE PIU’ AVVELENATI

Purtroppo le acque di laghi e fiumi italiani non versano in buone condizioni in quanto contaminate oltre che da rifiuti gettati in acqua, acnhe da pesticidi. È ciò che emerge dall’Annuario dei dati ambientali dell’Ispra che conferma quanto già si sapeva da precedenti indagini e dagli stessi report dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale relativi ad anni precedenti.

Dai dati attualmente disponibili sembra che, considerando lo stato ecologico, si trovino in buono stato solo il 43% dei fiumi e il 20% dei laghi italiani.

Dall’annuario, che riporta i dati relativi al 2019, riguardo al problema contaminazione, emerge che i pesticidi si trovano sia le acque superficiali che quelle profonde. Una situazione che tra l’altro sta andando peggiorando.

In pratica, non è detto che i limiti ad oggi fissati siano sufficienti a tutelare la nostra salute. Sostanze dal potere tossico e/o cancerogeno non dovrebbero essere presenti neppure in dosi infinitesimali e se poi consideriamo che nell’acqua spesso vi è un vero e proprio cocktail di sostanze indesiderate, la cosa si fa ancora più seria e grave. Purtroppo l’effetto del mix di queste sostanze sulla nostra salute è ancora sconosciuto e non si ha piena consapevolezza dei rischi tossicologici.

Non c’è altro modo che limitare al minimo l’utilizzo di pesticidi (in Italia se ne utilizzano circa 130 mila tonnellate ogni anno!) l’alternativa è quella di ritrovarli, sempre più numerosi, oltre che nel cibo che mangiamo anche nell’acqua che usiamo sia per bere che per cucinare.